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settembre 09, 2010
 
Riduci 
 
   
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RiduciTITO STAGNO
 
   
« Parlare di un avvenimento che si sta svolgendo mentre sono al microfono, dire alla gente ciò che le immagini da sole non possono spiegare, e dirlo con chiarezza, trasmettere agli spettatori anche un po' delle mie emozioni, è una cosa che mi esalta. »

(Tito Stagno)

Tito Stagno nasce a Cagliari il 4 gennaio 1930, primo di otto figli. Da ragazzo si trasferisce con la famiglia prima a Parma, poi a Pola. A soli 13 anni ha una brevissima esperienza come attore cinematografico: nel 1943 partecipa al film di Francesco De Robertis Marinai senza stelle (distribuito soltanto nel 1948), nel ruolo di Riccio.
Nel 1946, a Cagliari, compie gli studi classici e si iscrive alla facoltà di medicina. Comincia a lavorare alla Radio nel 1949 come radiocronista, intervistatore e documentarista.
Nel 1954 vince il primo concorso nazionale per telecronisti e partecipa a un corso di specializzazione con Furio Colombo, Gianni Vattimo, Umberto Eco. Lascia l'università e inizia a Roma il nuovo lavoro. Dal 1955 è a Roma nella redazione del primo telegiornale diretto da Vittorio Veltroni.
Prime telecronache nel '56, ai Giochi olimpici invernali di Cortina. Nel '57 commenta, in Campidoglio, la firma dei trattati del Mercato Comune Europeo. È il telecronista delle visite dei Capi di Stato in Italia, comprese quelle dei reali d'Inghilterra e di John Kennedy, e dei gravi fatti d'America del '63 e del '68. È l'inviato al seguito di due Papi (Giovanni XXIII e Paolo VI) e di due Presidenti della Repubblica (Segni e Saragat).

È stato uno dei più popolari conduttori del Telegiornale negli anni sessanta e nei primi anni settanta. Nel 1961 fu il telecronista che commentò il primo volo di Gagarin intorno alla Terra. Il fervore e l'esattezza con cui parlò dell'impresa ebbero tali consensi da indurre i dirigenti Rai ad affidargli le trasmissioni in diretta e i servizi del Telegiornale in occasione di tutti i lanci di sonde spaziali o astronavi pilotate[senza fonte].
Nel 1966, alla vigilia del Programma Apollo, venne inviato negli Stati Uniti per un viaggio di studio e di aggiornamento. Fu così che conobbe gli artefici principali della conquista della Luna e poté vedere nascere le macchine che avrebbero portato l'uomo sul satellite. L'evento che gli dà grande notorietà avviene nel luglio 1969 ed è l'indimenticabile diretta televisiva, una "veglia" entrata nell'immaginario collettivo di gran parte degli italiani, la missione Apollo 11 commentata insieme a Ruggero Orlando da Houston. I due giornalisti durante la diretta ebbero un battibecco perché non si trovarono d'accordo sul momento preciso dell'allunaggio degli astronauti. Era la sera del 20 luglio 1969.[1].[2] [3] [4]
"Astronauta ad honorem", come una volta lo chiamò affettuosamente l'on. Rumor incontrandolo con altri giornalisti, Tito Stagno ha legato il suo nome anche ad altri tipi di telecronache sia dall'Italia che dall'estero.
Tra le molte telecronache dirette e inchieste filmate non mancano quelle sulla Sardegna. All'isola, alla sua gente, ai suoi problemi Tito Stagno è legato con il pensiero e con l'affetto.
Come inviato al seguito del Presidente della Repubblica Saragat, fa telecronache da molti paesi (Germania, Norvegia, Svezia, Danimarca, Polonia, Gran Bretagna, Jugoslavia, Sud America, Canada, Stati Uniti, Australia). "L'ombra di Banco" lo chiamò scherzosamente Saragat.
Non dimentica intanto le inchieste filmate. Indimenticabili, anche come esperienza umana, sono per lui alcuni incontri: con Kennedy e con Nehru, con papa Giovanni e con Atenagora, con Eisenhower e con Hussein, con i tre uomini che sono approdati sulla Luna.
Al seguito di Paolo VI realizza le telecronache dalla Terrasanta, dalla Colombia e da New York. Di Giovanni XXIII è assiduo cronista per tre anni, e il Pontefice parla di lui nel suo diario privato. Fu Roncalli a suggerire il nome per la sua primogenita, Brigida; una santa - disse il Papa - che fece tanto per riportare il Pontefice a Roma. «E, se avrete una seconda bambina chiamatela Caterina, un'altra santa che si batté per far tornare il Papa a Roma».
Per 17 anni è poi il responsabile dello Sport su Rai Uno. Cura la trasmissione La Domenica Sportiva (dal 1976 al 1991 con Carlo Sassi e dal 1991 al 1993 con Alfredo Pigna) oltre ad esserne anche il conduttore, insieme ad altri, dal 1979 al 1981 e nella stagione 1985-86.
Andato in pensione, continua a scrivere per L'Eco di Bergamo e La Gazzetta di Parma.
È ospite di importanti eventi legati alla sua vita professionale e viene invitato in molti programmi televisivi tra i quali Porta a Porta, Unomattina, La storia siamo noi, Quelli che... il calcio, Il senso della vita. Esperto di comunicazione ha tenuto e tiene lezioni in varie università e corsi privati per imprenditori, dirigenti d'azienda, uomini politici, professionisti. È chiamato a tenere lezioni di giornalismo e a moderare dibattiti.
Sposato con la giornalista Edda Lavezzini, ha due figlie: Brigida Stagno (medico) e Caterina Stagno (giornalista che fa parte del gruppo autorale de La Storia siamo noi di Rai Educational); vive tra Roma, Cagliari, Parma e Bruxelles.
Nell'ottobre 2009 ha pubblicato Mister Moonlight - Confessioni di un telecronista lunatico (edito da Minimum fax), un libro scritto a quattro mani con Sergio Benoni.

Da Wikipedia

 
 
 
RiduciDiretta dello sbarco sulla luna - Youtube
 
   
 
 
 
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