Sono nato il 28 gennaio del 1941 in Francia, a Marsiglia. La mia famiglia non è stata capace di essere accettata da un parte dal clan dei marsigliesi e, dall'altra parte, dal governo di Vichy - forse perché erano ebrei dellEuropa dell'Est, fuggiti da Parigi con l'arrivo dei nazisti -. E così sono fuggiti un 'altra volta riuscendo a passare la frontiera con la Svizzera. Sono rimasti lì, dove mio padre, un medico, lavorava per organizzazioni di soccorso per i rifugiati e poi per l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 1949 sono partiti per New York. Io ho conquistato la mia terza lingua e ho vissuto la metropoli in tutta la sua intensità: dalle battaglie tra le gang del Bronx alla ribellione studentesca della Columbia University, al fermento culturale degli Anni Settanta della città.
Nel 1966 sono ritornato in Europa per un breve viaggio di riconciliazione con il mio passato. Sono qui da quel giorno. Prima a Londra e poi a Parigi, dove mi sono occupato di giornalismo, ho seguito il Living Theatre e ho participato al maggio del 1968. Nel1970 sono venuto in Italia, a Positano, per due settimane per visitare degli amici attori francesi. Sono passati 40 anni: sono stato ospite del manicomio criminale di Aversa, ho lavorato come traduttore, sono stato con i musicisti di Napoli Centrale per più di un anno, ho scritto per mostre d'arte.
Adesso vivo in un villaggio isolato nell'alto Molise che ha centinaia di cavalli allo stato brado, lupi, e una morente civiltà pastorale.
Ho imparato a costruire i muri a secco e a coltivare un orto che dà da mangiare ad alcune persone durante l'estate.